Poesia Novembre di Giovanni Pascoli

Poesia Novembre, Giovanni Pascoli, novembre Giovanni Pascoli, poesie brevi, parafrasi novembre, scuola poesie, appunti,MyricaeNovembre è un componimento poetico di Giovanni Pascoli, tratto dalla raccolta poetica “Myricae”

È l’11 novembre, l’estate di San Martino; ma all’illusione dei richiami di luce e di gioia portati dall’aria la natura non risponde: tutto è secco, e il colore funebre dell’autunno fa da cornice al ricordo di coloro che non ci sono più.

Gémmea l’aria, il sole così chiaro
Che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore.

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
Di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E’ l’estate,
fredda, dei morti.

L’aria è limpida e splendente come se fosse una gemma e il sole è così chiaro che tu cerchi gli albicocchi fioriti e hai l’impressione di sentire dentro di te l’odore amaro del biancospino.

Ma il rovo è secco, e i rami delle piante senza foglie tracciano un disegno nero nel cielo limpido e senza uccelli in volo. Il passo risuona sul terreno che, indurito dal gelo, sembra vuoto all’interno.

Tutto intorno c’è silenzio, e solo al soffio del ventosi sente lontano dai giardini e dagli orti il rumore delle foglie secche che cadono dagli alberi e vengono calpestate. È l’estate di San Martino.

La poesia è costituita da 12 versi suddivisi in tre strofe, le quali sono composte da tre endecasillabi e un quinario ciascuna. La rima è di tipo alternata, infatti: ABAB CDCD EFEF.

Come figura di timbro troviamo soltanto l’allitterazione per assonanza in “e” e “o” e per consonanza in “s” e in “r”. e in f r g nell’ultima strofa che tende a riprodurre il suono delle foglie (funzione onomatopeica)

Le figure retoriche di significato sono:

– sinestesia: “cader fragile” e “odorino amaro”

– ossimoro: “estate fredda” 

Le figure retoriche d’ordine sono:

– iperbato: “secco è il pruno”, “stecchite piante”, “vuoto il cielo”, “sembra il terreno”, “di foglie un cader fragile”

– anastrofe: “gemmèa l’aria”, “l’dorino amaro senti”

Il lessico non è né complicato e né ingenuo, lo si può individuare in una fascia media.

Il titolo è di tipo interpretativo perché dietro ad una parola si nascondono aspetti che non si comprendono alla prima lettura della poesia, poiché si comprende subito che il titolo si riferisce ad una collocazione nel tempo mentre significa anche il mese nel quale si ricordano i propri cari che sono venuti a mancare.

In questa poesia, come spesso accade in Pascoli, il paesaggio mostra un duplice aspetto. Sotto un’apparenza di armonia e di positività possono nascondersi la presenza e la minaccia della morte. Quindi una giornata mite e serena può trasmettere per un attimo la sensazione di vivere il tepore della primavera, mentre in realtà è novembre. In questo mese cade la cosiddetta “estate di San martino”, termine con il quale Pascoli ha voluto fondere due caratterizzazioni particolari, quali: la presenza frequente di giornate calde, quasi estive, e la ricorrenza dei morti che cade agli inizi di novembre.

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Poesia Novembre di Giovanni Pascoliultima modifica: 2012-10-22T18:37:00+00:00da admin
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